A me mi piace perchè finalmente qualcuno ha avuto il coraggio di dirlo ...... e con le illustrazioni, che è fondamentale, perchè a quanto pare a parole non ci arrivano. Generazioni di donne, madri, mogli, fidanzate, addette alle pulizie, hanno provato con le buone, con le cattive, con le urla e con le suppliche ...... e niente. Il messaggio non passa. Ci voleva la metafora bellica.
Io non sono un uomo e in un bagno maschile non ci sono mai entrata, ma ho due figlie e un marito e questo mi basta e avanza per sapere cosa succede quando un uomo entra in bagno ...... succede il caos. Il caos liquido.
Perchè il problema è tutto lì ...... la distanza. Loro stanno lontani. Come i cecchini. Come quelli che tirano le freccette al bar. Stanno a un metro, a volte di più, come se avvicinarsi fosse una sconfitta, una mancanza di virilità, e io non capisco questa cosa, è un mistero della mascolinità che nessun antropologo ha mai avuto il coraggio di studiare seriamente ...... forse perchè gli antropologi sono quasi tutti uomini e quindi sono parte del problema.
La soluzione vera la sapete qual è? Togliere la tavoletta, mettere la turca come nei bagni delle autostrade degli anni '80 e costringere tutti a mirare da vicino ...... drastico? Sì. Efficace? Anche. Elegante? No, ma dopo trent'anni di matrimonio l'eleganza è un lusso che non possiamo più permetterci!!!!!

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