Ormai non c’è giorno in cui non mi compaia su un social un tizio in camicia bianca, occhiali da sole e sfondo con palme e grattacieli che dice: “Ti svelo il segreto per avere successo con l’algoritmo.” E io, ingenua, resto a guardare. Ma il segreto, alla fine, è sempre lo stesso: “segui me”.
Sono i guru di Dubai, la nuova specie umana nata tra un volo low cost e una diretta Instagram. Vivono di luce riflessa — quella dei loro ring light — e dispensano frasi motivazionali come se fossero caramelle Rossana. Solo che le caramelle almeno lasciano un buon sapore.
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| Image by Manfred Reinert from Pixabay |
Questi moderni santoni del digitale parlano sempre di “strategie”, “funnels”, “mindset”, “growth”. Non ho ancora capito se vendono corsi, sogni o biglietti per il prossimo disastro esistenziale. Ti spiegano come conquistare follower, clienti, libertà finanziaria e pure la pace interiore — tutto in tre slide e un codice sconto.
E intanto io, che passo le giornate a lavorare davvero nel web, mi ritrovo a pensare che l’unico algoritmo infallibile è quello che decide di mostrarmi il gatto che cade dal tavolo quando sto per deprimermi. Altro che “strategia di engagement”.
La verità è che a me piacciono le persone che fanno, non quelle che predicano. Quelle che non hanno bisogno di sfondi esotici per spiegare una cosa semplice: che il lavoro, la creatività e la costanza non si insegnano con una diretta da un attico.
Perciò, cari guru di Dubai, tenetevi pure i vostri reel patinati e i vostri “segreti dell’algoritmo”. Io continuerò a fidarmi di un’altra formula magica: caffè forte, ironia costante e un po’ di buon senso — quello sì, introvabile online.
A me NON mi piace.
Alla prossima lamentela.
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