Ci siamo quasi. Quel momento dell’anno in cui il computer segna trentacinque gradi e la scrivania diventa un forno ventilato, mentre io continuo a scrivere come se niente fosse. O quasi. Perché la verità è che il caldo mi scioglie anche i pensieri — e inizio a misurarli come le ferie: in giorni, ore e paia di sandali.
In questo periodo non chiedo molto alla vita: solo un po’ di brezza, un gelato decente e scarpe che non facciano rumore. Ecco perché, puntuale come le zanzare, arriva la stagione dei sandali bassi. La stagione in cui anche le più alte (presente 🙋🏻♀️) decidono di rinunciare al tacco e tornare a un passo da terra.
![]() |
| Image by Isa G from Pixabay |
C’è qualcosa di liberatorio nei sandali bassi. Non ti fanno sentire potente come un paio di décolleté, ma ti fanno sentire vera. Ti ricordano che si può camminare senza spingere, senza farsi male, senza sembrare in missione diplomatica.
I miei preferiti sono quelli con il cinturino sottile, un po’ retrò, che mi fanno venire voglia di gelati, mercatini e notti calde. Li metto anche per lavorare, giusto per illudermi che la mail delle 17 arrivi da una spiaggia di Cefalù e non da un ufficio in pianura padana.
E poi ci sono i sandali che resistono a tutto: le code in autostrada, le passeggiate in centro, i “dieci minuti” che diventano due ore di shopping. Li guardo a fine stagione e penso che, se avessero un’anima, mi direbbero: “Ce l’abbiamo fatta anche quest’anno”.
Forse è per questo che li amo tanto: perché mi ricordano che la leggerezza non è solo una questione di suola, ma di prospettiva. E che ogni tanto, per stare bene, basta tornare giù — a un passo da terra.
Scarpe, sempre loro.
Alla prossima puntata.
☀️👡

Commenti