Le ballerine: quando la vita chiede grazia e io rispondo comodità

Le ballerine non urlano mai. Entrano nella tua vita in punta di piedi — letteralmente — e finiscono per restarci. Non fanno rumore come i tacchi, non lasciano segni sulla sabbia come le infradito, ma sanno essere presenti, costanti, fedeli. Sono le scarpe che metti quando vuoi essere carina ma non hai voglia di soffrire.

Io con le ballerine ho una lunga storia d’amore, fatta di praticità, riconciliazioni e qualche tradimento. Perché sì, lo ammetto, ogni tanto le abbandono per un paio di tacchi alti — quelli da “stasera mi sento ancora una donna” — ma poi torno sempre da loro. Come si torna a casa dopo una giornata lunga.

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Le ballerine sono democratiche: vanno d’accordo con i jeans, con le gonne e perfino con i lunedì. E hanno quella grazia discreta che mi piace: non chiedono attenzioni, ma se le guardi bene capisci che sanno il fatto loro. E poi, diciamolo, a una certa età la dignità si misura anche in centimetri di tacco sopportabili.

Ogni volta che infilo un paio di ballerine, mi sento pronta ad affrontare qualsiasi cosa: il traffico, il supermercato, una riunione improvvisata o una passeggiata lunga fino al tramonto. Senza dover pensare ai piedi, che è già una forma di libertà.


C’è chi dice che le ballerine siano banali. Io rispondo che la semplicità, quando è fatta bene, è la vera eleganza. E se poi mi concedono di arrivare a fine giornata senza maledire il mio stesso guardaroba, direi che meritano una standing ovation (in scarpe basse, ovviamente).

Scarpe, sempre loro.
Alla prossima puntata.
🩰🌼

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